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Scoperta una colonia di ammassi stellari in una lontana galassia

La distante galassia ellittica al centro del riquadro dell´immagine ospiti con ogni probabilità migliaia di ammassi globulari (Immagine: NASA/ESA/H Richer/UBC/J Kalirai/UCSC)

Mentre osservavano le stelle della Via Lattea con Hubble Space Telescope, gli astronomi sono incappati in una sensazionale scoperta: una galassia distante brulicante di ammassi stellari troppo deboli per essere percepiti con altri telescopi.

 


Curiosamente, la luce proveniente da alcuni di questi ammassi è più rossa di quanto ci si aspettasse. Gli astronomi stanno ora cercando di trovare una spiegazione.

Gli ammassi globulari sono dei raggruppamenticompatti e  molto densi di stelle, e sono ritenute tra le più vecchie strutture nell’Universo.

Nella nostra Galassia vi sono almeno 158 ammassi di tale natura. Mentre stava acquisendo l’immagine di uno di questi ammassi della Via Lattea, Jason Kalirai (e colleghi) dell’Università della California ha catturato fortuitamente una rara “gemma” sullo sfondo: una distante galassia ellittica con tutta la sua collezzione di ammassi.

La galassia e i suoi ammassi distano 1.2 miliardi di anni luce da noi. “Se fosse stata un pò più lontana, certamente non avremmo potuto notare questi oggetti. Gli ammassi globulari sarebbero stati troppo deboli.”, ha dichiarato Kalirai al New Scientist.

Il team è stato in grado di contare 195 ammassi nella galassia, sebbene si pensi  che possa ospitare migliaia di questi oggetti, troppo deboli per poter essere visti dalla Terra.

The team found 195 clusters in the galaxy, though it is expected to harbour thousands more that are too dim to observe.

Nonostante sia impossibile datare gli ammassi, con ogni probabilità si sono formati nello stesso periodo  di quelli della nostra galassia, stimato circa 12 miliardi di anni fa.

Dal momento che la luce proveniente da questi distanti ammassi globulari ha impiegato 1.2 miliardi di anni per raggiungere la Terra, le osservazioni offrono uno sguardo unico ad uno stadio antichissimo della vita delle stelle.

[Fonte: http://space.newscientist.com]

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