
Tracce di sostanze chimiche che causano il cancro umano si nascondono ovunque. Ma dopo decenni di ricerche, comprendere come si possa innescare tale tipo di patologia rimane ancora sfuggente.
Più del 60% dei decessi negli stati Uniti è dovuto al fumo e all’alimentazione. E il resto?
Una relazione del President’s Cancer Panel (PCP) , pubblicata nei primi di maggio, ha riacceso una polemica vecchia di 30 anni, tra esperi di cancro ed epidemiologi ambientali, sul come i grandi fattori ambientali svolgano un ruolo in quello che è considerato il 2° killer d’America.
Alcuni esperti, compreso PCP, affermano che la stima del 6% è ormai superata e oltremodo troppo bassa.
Gli scienziati, però, non saranno forse mai in grado di determinare il ruolo che i contaminanti ambientali hanno in questa cosa, poiché l’esposizione ambientale, quella genetica e i diversi stili di vita sembrano intrecciarsi tra essi.
“E’ come guardare i fili di una ragnatela e decidere quale sia più importante”, ha detto Ted Schettler, direttore del Science and Environmental Health Network, un gruppo no-profit che sostiene l’uso della scienza nella definizione della politica ambientale.
Dal grembo materno alla vecchiaia, le persone di tutto il mondo sono esposte agli agenti cancerogeni attraverso una innumerevole serie di fonti: cibo, aria, acqua, beni di consumo, etc.
Il National institutes of Health ha classificato 54 composti noti come agenti cancerogeni, sulla base di studi che hanno determinato una correlazione tra essi e alcune forme di cancro. Le esposizioni più elevate si verificano in ambienti professionali, ma vi sono anche esposizioni ambientali di altra natura.
Per esempio, il benzene, una causa nota di leucemia umana, è una sostanza inquinante comune negli scarichi degli autoveicoli. Il radon, un gas naturale radioattivo trovato in molte case, aumenta il rischio di cancro ai polmoni. L’Arsenico, correlato a forme di cancro alla pelle, al fegato, alla vescica e ai polmoni, contamina alcuni rifornimenti di acqua potabile. Altri agenti conosciuti includono l’amianto, il cromo esavalente, le aflatossine e il cloruro di vinile.
Dal 1981 le agenzie e gli istituti hanno sempre citato la stessa stima, per gli agenti cancerogeni nei luoghi di lavoro, in aria, in acqua e in prodotti di consumo. Circa il 4% delle morti per cancro in America (circa 20000 decessi all’anno) sono attribuiti ad esposizioni professionali, mentre il restante 2% ad esposizioni ambientali in genere.
Nella nuova relazione, il collegio, nominato dall’ex presidente Bush, ha definito tale stima “tristemente obsoleta”, riportando che “il peso reale dei casi di cancro dovuto a fattori ambientali è stato grossolanamente sottovalutato”.
L’American Cancer Society ha però contestato quest’ultima affermazione, dicendo che allo stato attuale delle cose non vi è ancora il consenso scientifico sulla questione.





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