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Il trionfo della Luna (Parte 2/2)

Ogni 29,5 giorni (un mese lunare), la Luna compie una rivoluzione completa intorno alla Terra. (Fonte: MrEclipse.com)

(di Daniela Villani)

“Per cominciare, l’uomo probabilmente non sarebbe mai esistito se la Terra non avesse avuto una luna” …


che con le sue maree avesse dato inizio all’evoluzione della vita sulla terra, con la colonizzazione dei pendii continentali ai margini degli oceani. Il Primo Trionfo della Luna.

Proseguiamo, ora, nella lettura del secondo capitolo del libro di Asimov, “La Tragedia della Luna”, scoprendo …
Il Secondo Trionfo della Luna …
“Il secondo effetto cruciale associato alla presenza della Luna si è verificato nel periodo Paleolitico, quando gli uomini erano dei primati, raccoglitori di cibo …
Gli antenati dell’uomo furono senz’altro le creature terrestri più intelligenti, tra le specie primitive mai esistite, ma si può arguire che le loro capacità intellettive non fossero necessariamente tali da garantire il miglior modo di sopravvivere.

Affinché l’uomo avesse successo, affinché diventasse il dominatore del pianeta, era necessario per lui usare il proprio cervello come qualcosa di più di un semplice dispositivo in grado di compiere la routine quotidiana di procurare il cibo e sottrarsi in maniera efficace dai nemici. L’uomo aveva bisogno di imparare a controllare il suo ambiente; cioè doveva imparare a osservare e a generalizzare, e giungere a sviluppare la tecnologia. E per affinare la sua mente fino a questo punto, dovette imparare a contare e a misurare. Solamente contando e misurando egli avrebbe potuto cominciare a intuire che l’universo poteva essere compreso e manipolato.

Fu necessario qualcosa che lo spingesse a contare, così come, ancor prima, era stato necessario qualcosa che lo spingesse verso la terra arida.

L’uomo doveva notare qualcosa di regolare – qualcosa di abbastanza regolare da permettergli di predire il futuro e dargli quindi una valutazione della potenza del suo intelletto.

Un semplice modo di vedere ordine consiste nel notare alcuni ritmi ciclici, regolari della natura. Il più semplice, quello che domina su tutti gli altri, è naturalmente l’alternarsi del giorno e della notte. Il tempo deve essere nato quando qualche uomo (o antenato antropomorfo) iniziò ad avere coscienza del fatto che il Sole sarebbe sicuramente sorto a est dopo essere tramontato a ovest … Ciò sicuramente significò l’inizio della misurazione del tempo, forse della misurazione di qualsiasi cosa …

… Se gli uomini avessero osservato veramente da vicino il ciclo giornaliero, avrebbero potuto notare che il giorno si allungava e si accorciava e che la notte si accorciava e si allungava seguendo quello che noi oggi chiamiamo un ciclo annuo. Essi avrebbero potuto associare questi mutamenti alla variazione dell’altezza del Sole a mezzogiorno e al ciclo delle stagioni. Sfortunatamente, simili cambiamenti sarebbero stati difficili da intuire, seguire e misurare … in quei giorni primitivi: … soprattutto ai tropici, quando l’uomo si è evoluto, tutte queste variazioni erano minime.

Ma c’è la Luna – la più drammatica visione dei cieli. Il Sole è maestoso, ma non può essere guardato. Le stelle sono punti di luce, immutabili. La Luna, al contrario, è un oggetto dalla luce tenue, la cui forma cambia regolarmente nel tempo.

Il fascino di questa forma cangiante, associata ai cambiamenti della sua posizione nel cielo rispetto al Sole, deve aver attirato l’attenzione. La lenta scomparsa della falce calante di Luna con il sorgere del Sole, e la nascita di una Luna nuova dal fuoco del Sole al tramonto, può aver dato all’umanità la prima spinta verso la nozione di morte e rinascita, cardine di molte religioni.

Le Lune nuove giungono sufficientemente distanziate da permettere un esercizio di conteggio; e il conto è talmente grande da rendere necessario l’uso di incisioni su pezzi di legno o di osso. Inoltre, il numero dei giorni praticamente non varia: qualche volta l’intervallo tra due Lune nuove è di ventinove giorni, qualche volta di trenta. Continuando i conteggi, comparirà uno schema.

Una volta che lo schema è stato stabilito, si vedrà col tempo che dodici Lune nuove includeranno un ciclo di stagioni (è più facile contare e comprendere dodici Lune nuove che 365 giorni). … Ma con dodici Lune nuove le stagioni vengono trasportate in avanti. Qualchevolta è quindi necessario aggiungere una tredicesima Luna nuova.

… Una volta ogni tanto si verifica un’eclisse di Luna. (Poiché le eclissi di Luna possono essere viste, ad un tempo, da qualunque parte del mondo, mentre le eclissi di Sole – circa uguali in numero – possono essere viste solamente da alcune regioni ristrette [della superficie terrestre], ne deriva che da un determinato luogo della Terra si possono vedere molte più eclissi di Luna che di Sole.)

L’eclisse di Luna: la sua rapida “scomparsa” al momento di massimo splendore (l’eclisse avviene sempre quando la Luna è piena), e l’ugualmente rapida “rinascita”, deve aver avuto un enorme impatto sui popoli primitivi. Deve essere stato molto importante per loro poter prevedere il verificarsi di un simile evento, e tale calcolo deve aver permesso il raggiungimento di un nuovo livello di astuzia.

Non sorprende, allora, che i primi sforzi per comprendere l’universo si siano concentrati sulla Luna.

Ci sono, quindi, buone ragioni per credere che l’uomo fu spinto per la prima volta al calcolo e alla generalizzazione dalla necessità di seguire le tracce della Luna; che dalla Luna hanno avuto origine i calendari; da questi, i matematici e gli astronomi; e da loro, qualsiasi cosa.

Così come la Luna ha permesso che l’uomo divenisse un “essere fisico” per mezzo delle sue maree, nello stesso modo ha permesso che egli divenisse un “essere intellettuale” per mezzo delle sue fasi.”

Liberamente tratto da:

“The Triple Triumph of the Moon” by Isaac Asimov – Australia Web Publication by “Mountain Man Graphics”

[Fonte: Cassiopeaonline]

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