
Questo tipo di trasmissione,è talmente raro che, probabilmente, non cambierà i protocolli di monitoraggio o di assistenza per le donne incinte. Ma gli scienziati dicono che il caso potrebbe contribuire a fornire indicazioni si come il cancro possa eludere in alcuni casi il sistema immunitario del corpo.
Nei primi mesi del 2007, una donna giapponese di 28 anni, ha dato alla luce una bambina. Trentasei giorni dopo, la donna è stata ricoverata in ospedale con sanguinamento vaginale, divenuto incontrollabile. I medici hanno diagnosticato una forma di leucemia che ha subito dopo portato al decesso della paziente. Il bambino si è sviluppato normalmente fino a 11 mesi di età, quando si è sviluppato un tumore che ha colpito la sua guancia. La biopsia ha stabilito che non si trattava di sarcoma, un tumore di certi tessuti connettivi, ma una forma leucemica in qualche modo “intrappolata” nella guancia del bambino.
I medici hanno allertato il biologo cellulare Mel Greaves dell’Institute of Cancer Research di Sutton Surrey, Regno Unito, il quale stava studiando alcune forme di tumore trasmissibile. I ricercatori, infatti, avevano sospettato che, anche in altri casi, alcuni feti avessero contratto forme tumorali (in particolare leucemia e melanoma) dalla madre . Nessuno, però aveva fatto test genetici per dimostrare che il cancro potesse essre originato da un’unica fonte e non fosse soltanto una sfortunata coincidenza.
Durante il loro studi, Greaves e colleghi hanno scoperto cellule di cancro incipiente nel sangue prelevato per routine da neonati al momento della nascita. I risultati suggererivano in modo specifico che la trasmissione era avvenuta attraverso l’utero. Inoltre hanno esaminato una sequenza unica di DNA in ogni caso di leucemia, la sequenza BCR-ABL1. Il risultato è stato identico per madre e figlio. Infine, i test anno evidenziato che le cellule tumorali del bambino erano quasi tutte cellule materne, non presentando alcun materiale genetico del padre. Questo ha dato prova del fatto che la trasmissione fosse avvenuta da madre a figlio e non viceversa.
Greaves e colleghi hanno inoltre constatato che il cancro è sopravvissuto all’interno del feto, nonostante il sistema immunitario avrebbe dovuto distruggere le cellule della madre. Hanno, infatti, trovato che alle cellule cancerose mancava una regione di grandi dimensioni da un tratto del sesto cromosoma noto come 6p, che produce marcatori superficiali ai quali in genere si attaccano le cellule immunitarie. E’ come se il cancro fosse divenuto invisibile al sistema immunitario.
Conoscere i dettagli molecolari di come le cellule evadano tale tipo di identificazione aiuteranno gli scienziati nel capire come altri tipi di tumore sfuggano al nostro sistema immunitario.
Nonostante i risultati, le madri non dovrebbero farsi prendere dal panico, dice Greaves. Soltanto qualche dozzina di casi di cancro per trasmissione da madre a feto è stata riportata, infatti, a partire dal 1866. L’incidenza è dunque minima.





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