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Il Big Bang non c’è mai stato: una nuova teoria sconvolge il mondo accademico

Immaine artistica del Big Bang. Credit: Mark A. Garlik - space-art.co.uk

Una nuova teoria, sviluppata da uno scienziato di Taiwan, potrebbe presto cambiare il nostro
modo di comprendere L’Universo.


Wun-Yi Shu del National Tsing Hua University, Taiwan, dipinge un quadro
di un Universo dove il tempo e lo spazio non sono indipendenti, ma possono essere
convertiti infinitamente uno nell’altro.

Nel suo saggio, che appare sul sito web in pre-stampa ArXiv.org, Shu descrive
massa e lunghezza come intercambiabili, con un fattore di conversione che è
dipende dalla velocità della luce e dalla costante gravitazionale.

Dal momento che nell’Universo di Shu non vi è stata alcuna singolarità, essa non può avere né inizio né fine,
semplicemente si alternano periodi di espansione e contrazione.

Durante i periodi di espansione, un osservatore in questo vedrebbe una peculiare variazione del red-shift di oggetti brillanti
come le supernove di tipo 1A, che accelerano con la distanza.  E  questo corrisponde esattamente alle osservazioni reali degli astronomi.

Questo tipo di accelerazione è una caratteristica normale nell’Universo di Shu, ma è
in netto contrasto con i modelli di Universo basati sulla teoria del Big Bang.

Da quando si è scoperto che l’universo è in
di espansione, infatti, i cosmologi hanno trovato molte difficolta nello spiegare le loro
osservazioni utilizzando modifiche alle leggi della fisica come la forza dovuta all’ energia oscura.

Per i modelli attuali, l’energia oscura deve rappresentare almeno  il 75 per cento del
totale di energia di massa dell’Universo.

Ma Shu dice che c’è un grave prezzo da pagare per questa idea: la legge
di conservazione dell’energia, che dice che la quantità totale di energia in un
sistema isolato rimane costante nel tempo, cioè non può essere creata né
distrutto, ma può soltanto cambiare da uno stato all’altro.

Shu ritiene che, nel caso della sua teoria,  non c’è bisogno di abbandonare la legge di conservazione dell’energia.

Ma il professor Michael Drinkwater dell’Università del Queensland
membro del team Dark WiggleZ, che indaga sull’energia oscura, nutre alcune perplessità.

“La costanza della velocità della luce nella teoria della relatività è un
ipotesi, ma è un’ipotesi molto utile che non è mai venuta meno a tutte le verifiche”, ha affermato.

Continua: “Poi c’è la radiazione cosmica di fondo, il residuo di
della creazione dal Big Bang. E Shu non può ancora spiegarne la sua esistenza”

Insomma, pare proprio che questo conflitto teoretico sia solo all’inizio….staremo a vedere!

 

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