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Hubble fotografa i fuochi d’artificio celesti!

Resti della supernova SN 1006. [NASA/ESA/Hubble Heritage Team (STScI/AURA)]

Il telescopio spaziale Hubble ha catturato un’immagine composta di stelle e nastri di gas tra i resti di una supernova. 

Un delicato nastro di gas fluttua magicamente nella nostra galassia. Il getto di una nave spaziale aliena? L’emissione in prossimità di un buco nero? No! niente di tutto questo.   
Quest’immagine è stata catturata dal telescopio spaziale Hubble ed è una piccolissima porzione di cielo in direzione della quale sono stati inquadrati i resti di una supernova, generati dall’esplosione stellare avvenuta più di mille anni fa.
L’1 maggio del 1006 D.C., popolazioni dall’Africa all’Europa e fino all’estremo Est sono stati testimoni dell’apparire improvviso di una stella brillante. I testimoni dell’epoca non potevano immaginare che si trattasse della tremenda esplosione di una supernova distante 7000 anni luce da noi.

Probabilmente è stata la supernova più brillante mai vista nella storia dell’uomo per la quale abbiamo ereditato una testimonianza da passato. nonostante l’enorme distanza da noi la sua luminosità superò quella di Venere e fu visibile persino in pieno giorno per diverse settimane.

Soltanto dalla metà degli anni ‘60 i radioastronomi hanno prima rilevato un anello circolare di materiale nella posizione dove era stata identificata secoli prima la supernova. L’anello presentava un diametro di circa 30 minuti d’arco (quanto la Luna piena). La dimensione dell’anello circolare implica che l’onda d’urto, dovuta all’esplosione, si è espansa nel corso dei mille anni trascorsi dall’evento ad una velocità media di circa 32 milioni di chilometri all’ora!

Nel 1976 è avvenuta  la prima detezione di una debole emissione ottica dei resti di supernova, ma soltanto per un filamento localizzato ai confini nordovest dell’anello radio. Una sottile porzione di questo filamento è stata ora ripresa dall’occhio di Hubble. L’immagine a forma di nastro attorcigliato visto da Hubble corrisponde alle zone dove l’onda d’urto in espansione sta letteralmente spazzando via il tenue gas circostante.

Il gas, composto prevalentemente da idrogeno, è scaldato dalla velocissima onda d’urto e per tale ragione emette nel visibile. In parole povere, l’emissione ottica fornisce una vera e propria dettagliata fotografia delle attuali posizione e geometria del fronte d’onda. Le zone brillanti ai bordi del nastro di gas visibile corrispondono  alle zone dove l’onda d’urto è vista esattamente di taglio lungo la linea di vista.

Oggi sappiamo che SN 1006 ha un diametro di 60 anni luce ed è ancora in espansione a circa 10 milioni di chilometri orari. Perfino a queste velocità enormi si dovrà attendere molti anni per apprezzare una significativa variazione dovuta al moto di espansione dell’onda d’urto rispetto alle stelle sullo sfondo.

L’immagine riportata è una composizione ottenuta da osservazioni effettuate con Hubble’s Advanced Camera for Surveys nel febbraio 2006 e da osservazioni nel blu, nel giallo-verde e nel vicino infrarosso, effettuate con la Wide Field Planetary Camera 2 , nell’aprile 2008.

 

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