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Forse la vita extraterrestre è più comune di quanto pensiamo

Rappresentazione artistica di una stella con la sua fascia di asteroidi.

Un team internazionale di astronomi ha dedotto che i pianeti rocciosi sono molto più comuni nella nostra Galassia di quanto si pensasse prima. E se vi sono pianeti rocciosi è certo più probabile la presenza di vita.

Scienziati della Leicester University, guidati dal Dr. Jay Farihi, studiando le nane bianche hanno scoperto che molte di esse mostrano evidenze di contaminazione da parte di elementi più pesanti e forse anche di acqua. Tali risultati confortano l’idea di un Universo nel quale la presenza di vita è forse meno rara di quanto si pensi.

Il 13 aprile il dr. Farihi ha presentato i suoi risultati al National Astronomy Meeting RAS (NAM 2010) a Glasgow.

Le nane bianche sono il punto finale dell’evoluzione stellare, per la stragrande maggioranza (> 90%) di tutte le stelle della Via Lattea, tra cui il nostro Sole. Partendo dal presupposto che sono composte di idrogeno puro o al massimo da atmosfere di elio puro, se si osserva la presenza di elementi più pesanti (tra cui calcio, magnesio e ferro) tali elementi devono necessariamente  provenire dall’esterno delle nane bianche. Per decenni, si riteneva che il mezzo interstellare, il gas tenue tra le stelle, fosse  la fonte all’origine delle tracce di questi elementi.

Farihi e il suo team hanno utilizzato i dati della Sloan Digital Sky Survey (SDSS), che mira a rilevare il cielo alla luce infrarossa,  analizzando fino a  1 milione di oggetti, al fine di  ottenere lo spettro di ogniuno di essi.

Dai risultati ottenuti,  Farihi e il suo team hanno dedotto che la teoria del mezzo interstellare all’origine della presenza di questi elementi contaminanti  non è forse una teoria valida. Essi pensano, invece, che all’origine di tali contaminazione degli spettri vi sia la presenza di rocce e detriti planetari.

Il nuovo lavoro indica che almeno il 3% e forse persino il 20% di tutte le nane bianche sono contaminate da detriti, presenti sotto forma di asteroidi rocciosi.
Ciò implicherebbe che, la moltitudine di  stelle simili al nostro Sole, così come stelle  più massicce, come Vega e Fomalhaut, sarebbero in grado di costruire sistemi planetari simili a quello terrestre.

I ricercatori hanno anche analizzato la composizione di questi presunti detriti planetari. La sorpresa più grande è stata che una frazione significativa di queste stelle sono “contaminate” con materiale che conteniene acqua. Ciò aumenterebbe di molto la probabilità di pianeti abitabili attorno ad altre stelle. Se l’acqua  è presente in una parte sostanziale di asteroidi attorno ad altre stelle,  è ipotizzabile che almeno forme semplici di vita, possano essere comuni in tutta la Galassia.

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  1. y8 game scrive:

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