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	<title>KosmoPhysis</title>
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	<description>Astronomy, Science and Technology</description>
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		<title>Un nuovo gambero gigante</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 04:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata una sorpresa riportare dalla profondità di circa 7000 metri sette crostacei giganti, 20 volte più grandi dei loro più prossimi parenti. Al largo delle coste della Nuova Zelanda, un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università di Aberdeen (Scozia), in cooperazione con l&#8217;Istituto Nazionale di Water e Atmospheric Research (Niwa) (Nuova Zelanda), hanno avuto la grandissima sorpresa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">E&#8217; stata una sorpresa riportare dalla profondità di circa 7000 metri sette crostacei giganti, 20 volte più grandi dei loro più prossimi parenti.</p>
<p><span id="more-3721"></span></p>
<div id="attachment_3723" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/anfipode_supergigante_foto_di_gruppo.png"><img class="size-medium wp-image-3723" title="anfipode_supergigante_foto_di_gruppo" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/02/anfipode_supergigante_foto_di_gruppo-300x167.png" alt="anfipode_supergigante_foto_di_gruppo" width="300" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">Toyo Fujii, Alan Jamieson (University of Aberdeen) e Ashley Rowden (NIWA) con alcuni esemplari di anfipode supergigante. Photo copyright of Oceanlab, University of Aberdeen, UK.</p></div>
<p>Al largo delle coste della Nuova Zelanda, un gruppo di ricercatori dell&#8217;<a href="http://www.abdn.ac.uk/" target="_blank">Università di Aberdeen</a> (Scozia), in cooperazione con l&#8217;Istituto Nazionale di <a href="http://www.niwa.co.nz/" target="_blank">Water e Atmospheric Research</a> (Niwa) (Nuova Zelanda), hanno avuto la grandissima sorpresa di trovare nelle proprie reti alcuni esemplari di una specie mai scoperta prima.</p>
<p>Il &#8220;nuovo&#8221; anfipode è stato subito ribattezzato con il nome di<em><strong> Anfipode Supergigante</strong></em>, proprio per le sue dimensioni fuori dal comune. Il più grande degli esemplari catturati, infatti,  ha una lunghezza di ben 28 cm.</p>
<p>&#8220;IN realtà non sembrano reali&#8221;, ha detto Jamieson. &#8220;AL tatto sembrano dei giocattoli di plastica. Hanno, infatti,  una consistenza cerosa.</p>
<p>Le pallide creature  sono state trovate  giù nella Trench Kermadec, al largo della costa nord-orientale della Nuova Zelanda, una delle più profonde depressioni oceaniche sulla Terra.</p>
<p>Oltre agli animali catturati nella trappola, una fotocamera ha potuto riprendere altri noveesemplari, a circa 2 km di profondità . Non è chiaro il motivo per cui molte di queste creature, tipicamente sfuggenti,  fossero presenti nella zona. Una settimana più tardi, quando la spedizione è tornata nello stesso posto, non c&#8217;era più traccia degli anfipodi supergiganti. La cosa era &#8220;molto, molto strana&#8221;, ha detto Jamieson.</p>
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		<title>Il nuovo nome di KosmoPhysis</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 06:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con ogni probabilità pochi si sono accorti della differenza, ma da un pò di tempo il nome di questo sito è stato cambiato da KosmoFysis a KosmoPhysis, il nome che in effetti doveva avere all&#8217;origine. Sembra una differenza banale, ma ho atteso molto tempo prima di riuscire ad ottenere il nome di questo dominio. Perché? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Con ogni probabilità pochi si sono accorti della differenza, ma da un pò di tempo il nome di questo sito è stato cambiato da KosmoFysis a KosmoPhysis, il nome che in effetti doveva avere all&#8217;origine.<span id="more-3710"></span></p>
<div id="attachment_3712" class="wp-caption alignleft" style="width: 301px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/01/Sistema_Tolemaico.png"><img class="size-medium wp-image-3712" title="Sistema_Tolemaico" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2012/01/Sistema_Tolemaico-291x300.png" alt="Universo Tolemaico" width="291" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Universo Tolemaico</p></div>
<p>Sembra una differenza banale, ma ho atteso molto tempo prima di riuscire ad ottenere il nome di questo dominio. Perché?</p>
<p>Perché nel nome KosmoPhysis, Physis rappresenta la vera forma scritta moderna dell&#8217;antico vocabolo greco  <strong>(Φύσις) </strong>, con il quale si identificava l&#8217;originale movimento di pensiero che, tra l&#8217;età di Omero (XIII-IX secolo a.C.) e l&#8217;età di Socrate (seconda metà del V secolo a.C.) poneva come oggetto di studio e di indagine la natura! Physis per l&#8217;appunto.</p>
<p>Kosmos <strong>(κόσμος)</strong>, l&#8217;ho già raccontato tante volte, aveva l&#8217;antico significato di ordine o più modernamente, Universo. Il puzzle è dunque definitivamente concluso: L&#8217;Universo (l&#8217;Ordine) e lo studio della Natura !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi chiedo scusa, pertanto, se per molto tempo sono stato lontano dall&#8217;aggiornare quotidianamente i contenuti di KosmoPhysis, ma ahimé i problemi sono stati enormi. Tra la perdita del posizionamento nei motori di ricerca all&#8217;aggiornamento di tutto quanto fosse possibile&#8230; e in realtà non è ancora finita.</p>
<p>Pertanto, ancora una volta&#8230; benvenuti in KosmoPhysis <img src='http://kosmophysis.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Ritrovata una scimmia ritenuta estinta da oltre 60 anni</title>
		<link>http://kosmophysis.it/ritrovata-una-scimmiai-riteneva-da-oltre-60-anni.html</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 01:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Brent Loken, un studente canadese, della Simon Fraser University, è casualmente  incappato in un gruppo di scimmie  Langur di Miller. Questi animali si credevano ormai estinti da oltre 60 anni. Proprio nel  giugno scorso, Loken, in compagnia di altri colleghi, avevano predisposto  delle telecamere nascoste, nella foresta pluviale Wehea, nel versante orientale dell&#8217;isola del Borneo. Lo scopo era quello di filmare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Brent Loken, un studente canadese, della <a href="http://www.sfu.ca/" target="_blank">Simon Fraser University</a>, è casualmente  incappato in un gruppo di scimmie  <em>Langur di Miller. </em>Questi animali si credevano ormai estinti da oltre 60 anni.<em><span id="more-3687"></span></em></p>
<p>Proprio nel  giugno scorso, Loken, in compagnia di altri colleghi, avevano predisposto  delle telecamere nascoste, nella foresta pluviale <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wehea_Forest">Wehea</a>, nel versante orientale dell&#8217;isola del Borneo. Lo scopo era quello di filmare la presenza di altri animali. La sorpresa è stata grande  quando ci si è trovati di fronte alla presenza delle  <em>Langur Grizzled di Miller</em>.</p>
<p>La scoperta è stata pubblicate sull&#8217;<a href="http://onlinelibrary.wiley.com/journal/10.1002/(ISSN)1098-2345">American Journal of Primatology</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=77mlg-fASRw"><img src="http://img.youtube.com/vi/77mlg-fASRw/2.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=77mlg-fASRw">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>
</p>
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		<title>Arriva la prima conferma sulla scoperta di pianeti delle dimensioni della Terra</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 13:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Orbitano intorno ad una stella simile al nostro Sole e si chiamano Kepler-20e e Kepler-20f. La scoperta è stata effettuata dalla missione Kepler della NASA. I pianeti sono troppo vicini alla stella per ricadere nella zona abitabile, tuttavia questa è la prima sensazionale scoperta a conferma della presenza di pianeti di tipo terrestre in orbita intorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Orbitano intorno ad una stella simile al nostro Sole e si chiamano Kepler-20e e Kepler-20f. La scoperta è stata effettuata dalla missione Kepler della NASA.<span id="more-3574"></span></p>
<div id="attachment_3575" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/Kepler-20e_e_Kepler-20f.jpg"><img class="size-medium wp-image-3575" title="Kepler-20e_e_Kepler-20f" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/Kepler-20e_e_Kepler-20f-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine comparativa tra Venere e Terra e i primi pianeti di dimensione terrestre scoperti dalla missione Kepler della NASA. (Credit: NASA/Ames/JPL-Caltech)</p></div>
<p>I pianeti sono troppo vicini alla stella per ricadere nella zona abitabile, tuttavia questa è la prima sensazionale scoperta a conferma della presenza di pianeti di tipo terrestre in orbita intorno ad altri soli.<br />
Si ritiene che i due pianeti siano di tipo roccioso. Il primo, Kepler-20e, è un pò più piccolo di Venere e presenta un raggio pari a 0.87 volte quello della Terra. Kepler-20f, al contrario, è leggermente più grande del nostro pianeta, con un raggio pari a 1.03 volte quello della Terra.</p>
<p>Essi fanno parte di un sistema stellare, denominato Kepler-20, nella costellazione della Lyra, nel quale si contano, al momento, 5 pianeti.</p>
<p>Purtroppo le analisi orbitali hanno verificato che Kepler-20e orbita intorno alla sua stella madre ogni 6,1 giorni e Kepler-20f ogni 19,6 giorni. Queste brevi periodi orbitali implicano che i pianeti sono estremamente caldi e li rendono dei mondi inospitali. La temperatura superficiale di Kepler-20e, a più di 760 gradi Celsius, scioglierebbe anche il<br />
vetro.</p>
<p>&#8220;L&#8217;obiettivo principale della missione Kepler è quello di trovare pianeti delle dimensioni della Terra, nella così detta fascia abitabile (LINK) &#8220;, ha detto Francois Fressin del <a href="http://www.cfa.harvard.edu/" target="_blank">Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge</a>, autore principale di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature. &#8220;Questa scoperta dimostra per la prima volta che esistono pianeti delle dimensioni della Terra attorno ad altre stelle, e che siamo in grado di rilevarli &#8220;.</p>
<p>Il sistema Kepler-20, inoltre, presenta una differenza peculiare rispetto al Sistema Solare. Nel nostro, i mondi piccoli e rocciosi orbitano più vicini al Sole, mentre quelli giganti e gassosi sono i più lontani. In Kepler-20 i pianeti si alternano via via con la distanza dalla stella nella sequenza: grande, piccolo, grande, piccolo e grande.</p>
<p>Sembra un&#8217;evidenza da poco ma essa potrebbe, in qualche modo, stravolgere le nostre idee sulla formazione ed evoluzione dei sistemi stellari.</p>
<p>Il telescopio spaziale Keplero rileva la presenza di pianeti in oltre 150000 stelle, analizzando le infinitesime variazioni di luminosità dovute al transito di questi sul disco luminoso delle stelle. Il team scientifico Keplero richiede che siano osservati almeno tre transiti, per verificare che il segnale sia attribuibile alla presenza di un pianeta.<br />
Una volta che il candidato è stato scovato, il team scientifico di Keplero, utilizza telescopi terrestri e lo Spitzer Space Telescope per ottenere tutte le informazioni possibili sul pianeta ed ottenere la conferma definitiva.</p>
<p>Per ulteriori informazioni sulla missione Keplero visitare il sito: <a href="http://www.nasa.gov/kepler" target="_blank">http://www.nasa.gov/kepler</a></p>
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		<title>Sonnambulismo sessuale, ovvero far l&#8217;amore dormendo</title>
		<link>http://kosmophysis.it/sonnambulismo-sessuale-ovvero-far-lamore-dormendo.html</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 17:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[disturbi del sonno]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi è mai capitato di aver  fatto l&#8217;amore con il vostro partner e la mattina sentirgli confessare di non ricordare niente? Oppure, ancor peggio, sentirlo russare nel bel meglio? Cercate di non sentitevi subito umiliati o offesi&#8230; con ogni probabilità il vostro partner soffre di Sleepsex! Ormai è una certezza dimostrata che tra le varie patologie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Vi è mai capitato di aver  fatto l&#8217;amore con il vostro partner e la mattina sentirgli confessare di non ricordare niente? Oppure,</p>
<div id="attachment_3558" class="wp-caption alignleft" style="width: 296px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/sleepsex.jpg"><img class="size-medium wp-image-3558" title="sleepsex" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/sleepsex-286x300.jpg" alt="" width="286" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Robert Pattinson and Kristen Stewart in una scena del film Breaking Dawn.</p></div>
<p>ancor peggio, sentirlo russare nel bel meglio? Cercate di non sentitevi subito umiliati o offesi&#8230; con ogni probabilità il vostro partner soffre di <strong><em>Sleepsex</em></strong>!<span id="more-3557"></span></p>
<p>Ormai è una certezza dimostrata che tra le varie patologie di sonnambulismo vi sia anche quella sessuale. Proprio qui in Italia, infatti, per la prima volta al mondo, è stato documentato un evento di sonnambulismo sessuale per autostimolazione, presso il <a href="http://www.unito.it/unitoWAR/page/dipartimenti6/D057/D057_sonno1" target="_blank">Centro Multidisciplinare per i Disturbi del Sonno</a> delle Molinette di Torino.<br />
Una donna in età avanzata è stata filmata nell&#8217;atto della masturbazione durante il sonno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E non sembra proprio un caso isolato. Uno studio americano ha evidenziato che quasi il 2% della popolazione possa essere affetta da disturbi anche sporadici di questo tipo.<br />
Il sonnambulismo, che si manifesta in molte forme, è dovuto ad un cattivo funzionamento del meccanismo di inibizione della capacità del cervello di comandare i muscoli durante la fase REM (Rapid Eyes Movement), impedendoci di agire durante i sogni.<br />
Se dunque dovesse accadervi qualcosa del genere con il vostro partner, non affrettatevi a correre dall&#8217;avvocato, come ha fatto una signora americana , ma passate prima da un medico!</p>
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		<title>Quale è il calcio al pallone più veloce del mondo?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 12:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Milioni di tifosi in tutto il mondo, una fede profonda verso la propria squadra, ma pochi sanno quanto possa essere calciato veloce un pallone. Nel 1992, durante la finale della coppa dei campioni tra Barcellona e Sampdoria, il nuovo record del mondo di velocità impressa ad un pallone è stato di 188 km orari. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Milioni di tifosi in tutto il mondo, una fede profonda verso la propria squadra, ma pochi sanno quanto possa essere calciato veloce un pallone.<span id="more-3554"></span><br />
<a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/kick-football.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3555" title="kick-football" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/kick-football-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>Nel 1992, durante la finale della coppa dei campioni tra Barcellona e Sampdoria, il nuovo record del mondo di velocità impressa ad un pallone è stato di 188 km orari. Il piede di chi ha calciato era quello di Ronald Koeman. Una velocità strabiliante che ha regalato, purtroppo per noi, il titolo al Barcellona.<br />
Ma si possono raggiungere velocità ancor maggiori? Quello che è certo è che questo record prima o poi verrà battuto, anche solo di pochi metri all&#8217;ora. Esiste, tuttavia, un limite più che fisico, fisiologico. Pare, infatti, che la velocità impressa al pallone non possa essere superiore a circa 1.5 volte la velocità del piede che l&#8217;ha calciato. Se consideriamo dunque la velocità con cui può muoversi un arto inferiore nel calciare, e sommiamo la velocità del giocatore in corsa, capiamo anche che la velocità non potrà essere molto più elevata di quella del record del 1992. Ah&#8230;. non dimenticate, in tutto questo, c&#8217;è da aggiungere l&#8217;attrito dell&#8217;aria!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Parliamo un pò di Governo e Tecnici</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 11:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KosmoPhysis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tanto per riprendere un discorso accennato qualche tempo fa (link) e che ribadisco con più forza oggi: abbiamo assolutamente  la necessità di mettere mano alla risorsa più grande del nostro Paese: l&#8217;intelligenza. In questi ultimi tempi abbiamo assistito ad un progressivo e quasi esponenziale tracollo delle condizioni economiche-finanziarie dell&#8217;Italia, nel giro di poche settimane. Non che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Tanto per riprendere un discorso accennato qualche tempo fa (<a href="http://kosmophysis.it/e-ora-tutti-sul-carro-del-vincitore.html" target="_blank">link</a>) e che ribadisco con più forza oggi: abbiamo assolutamente  la necessità di mettere mano alla risorsa più grande del nostro Paese: l&#8217;intelligenza.<span id="more-3548"></span></p>
<div id="attachment_3549" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/caduta_libera.jpg"><img class="size-medium wp-image-3549" title="caduta_libera" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/caduta_libera-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></a><p class="wp-caption-text">Img: http://www.airtoair.it</p></div>
<p>In questi ultimi tempi abbiamo assistito ad un progressivo e quasi esponenziale tracollo delle condizioni economiche-finanziarie dell&#8217;Italia, nel giro di poche settimane. Non che la cosa non fosse prevedibile, sulla base di un comportamento sconsiderato di istituzioni e società, ma ai fatti tutto è accaduto troppo velocemente.<br />
Il governo Berlusconi è stato sostituito da un esecutivo a carattere tecnico, nel quale abbiamo riposto gran parte delle nostre speranze. Speranze durate un battito di cuore. In breve, infatti, abbiamo assistito alla nuova presa per i fondelli della politica nei confronti dei propri cittadini.<br />
Non voglio fare dietrologia, nel tentativo di comprendere quanto in realtà sia grave la situazione del debito italiano, né quanto questa venga urlata ancor più forte di come sarebbe necessario. Ma una cosa devo dirla. I cari professori che oggi guidano il Paese hanno attuato soluzioni per le quali sarebbe stata sufficiente l&#8217;esperienza di un qualsiasi studente delle scuole elementari alle prese con le prime somme e sottrazioni.<br />
L&#8217;europa plaude ad un pacchetto di misure che sembra più un&#8217;estensione del vecchio esecutivo, piuttosto che il risultato di un gruppo di uomini illuminati&#8230;. e i mercati, infatti,  non ci cascano, e lo vediamo chiaramente dalle reazioni neanche tiepide degli andamenti degli indici.<br />
Ecco dunque che, nonostante i sacrifici che dovremo sopportare, l&#8217;effetto di cotanti sforzi congiunti  appaiono ora come la caduta di una goccia d&#8217;acqua nel mare.<br />
Proprio così! E presto, scommetto,  dovremo affrontare nuove misure&#8230; e indovinate sempre a scapito di chi?<br />
Molti diranno e dicono che la situazione è così urgente che non ci sarebbe stato tempo per altro. Bene&#8230; e io vi dico, supponiamo di essere a bordo di un aereo che sta precipitando&#8230;. non abbiamo che pochi secondi di tempo e&#8230;. cosa facciamo? Saltiamo fuori nella speranza di salvarci&#8230;.. ma che bella soluzione!!!!!<br />
Il fatto sta davanti agli occhi di tutti. Vi è la totale mancanza, anche questa volta, di una strategia a medio e lungo termine volta a determinare una svolta storica strutturale del nostro Paese. Siamo saltati fuori senza paracadute!<br />
La mancata riduzione degli sprechi che portano all&#8217;aumento della spesa pubblica, il mancato livellamento verso il basso dei privilegi nei vari settori monopolistici e soprattutto il mancato investimento in ricerca e sviluppo ci fanno già intravvedere un futuro non molto diverso da quello odierno.<br />
Io non riesco proprio a capire&#8230; eppure chi oggi governa ha vissuto parte della propria esperienza proprio nei mondi accademici ed universitari che sono la culla della crescita di un Paese. E non solo l&#8217;università, aggiungiamo anche anche le arti, l&#8217;artigianato, l&#8217;agricoltura e la piccola imprenditoria. Queste sono le vere risorse da cui attingere nuova linfa e da sostenere per il nostro futuro. Penso che a tutti sia chiaro come oggi non sia proprio possibile evitare qualche sacrificio, ma santa pace, che almeno i nostri sforzi possano in parte essere reinvestiti in modo costruttivo. Alcune soluzioni potrebbero addirittura essere a costo zero e vi faccio un esempio. Oggi viviamo una grave crisi di occupazione nel mondo del lavoro. Sedetevi tra di voi, dunque,  definite una lista dei vuoti professionali nel nostro paese e potenziate la formazione in quei settori. Mia moglie, ad esempio, lavora nel campo medico e ogni giorno mi ripete come vi sia bisogno di infermieri&#8230;. non se ne trovano a sufficienza e quei pochi spesso vengono contesi tra strutture pubbliche e private. Bene, eliminate il numero chiuso da questi  corsi universitari, investite maggiormente nella formazione,  così in breve aumenteranno l&#8217;offerta e i posti di lavoro.<br />
Sempre per fare un esempio a me vicino, un mio amico ha una società che si occupa di progettare schede elettroniche per vari clienti. Non c&#8217;è giorno che non si lamenti del fatto che non riesce a trovare in giro programmatori di firmware. I pochi disponibili  si fanno pagare a peso d&#8217;oro e soprattutto sono talmente oberati di lavoro che in alcuni casi non riescono a fare bene tutto. E come questi vi sono centinaia di esempi.<br />
Eppure, ogni giorno di più, mi viene quasi il sospetto che tutto sommato forse il non fare faccia comodo a chi quelle poltrone d&#8217;oro non le vuol proprio lasciare.</p>
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		<title>Caricheremo i cellulari con i nostri piedi</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 11:51:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presto in commercio potremo trovare scarpe davvero particolari, in grado di trasformare l&#8217;energia meccanica delle nostre camminate in energia elettrica. In questo modo non soltanto camminare farà bene alla salute ma anche al nostro portafogli&#8230; ma soprattutto dite addio all&#8217;ansia di rimanere con il telefono scarico. Un team di ricercatori, diretto da Tom Krupenkin dell&#8217;Università [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Presto in commercio potremo trovare scarpe davvero particolari, in grado di trasformare l&#8217;energia meccanica delle nostre camminate in energia elettrica.<span id="more-3540"></span></p>
<div id="attachment_3541" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/scarpe_elettriche.jpeg"><img class="size-medium wp-image-3541" title="scarpe_elettriche" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/scarpe_elettriche-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Scarpe con generatori elettrici in grado di caricare le batterie dei nostri cellulari o di altri dispositivi portatili.</p></div>
<p>In questo modo non soltanto camminare farà bene alla salute ma anche al nostro portafogli&#8230; ma soprattutto dite addio all&#8217;ansia di rimanere con il telefono scarico.</p>
<div id="attachment_3542" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/scarpe_energy_harvest.jpeg"><img class="size-medium wp-image-3542" title="scarpe_energy_harvest" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/scarpe_energy_harvest-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Particolare del sistema di trasformazione dell&#39;energia meccanica dei passi in energia elettrica. Fonte: http://www.nature.com</p></div>
<p>Un team di ricercatori, diretto da Tom Krupenkin dell&#8217;<a href="http://www.wisc.edu/" target="_blank">Università di Wisconsin-Madison</a>, ha scoperto un nuovo modo per trasformare l&#8217;energia meccanica prodotta dai passi in  energia elettrica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma come è possibile ottenere questo risultato?</p>
<p>Camminando, esercitiamo una certa pressione, che si alterna tra punta e tallone. La forza impressa dai nostri passi  sarebbe sufficiente a comprimere una particolare suola ammortizzante,  all&#8217;interno della quale sono presenti goccioline conduttive compresse tra strati di elettrodi rivestiti da una pellicola dielettrica (ovvero isolante).  Questo sistema permette di produrre corrente elettrica, poi  gestita da un piccolo circuito elettrico in grado di caricare le batterie.</p>
<p>Ma quando saranno disponibili in commercio ?</p>
<p>Di certo non prima del 2013. Questo perchè il prototipo realizzato è oggi in grado di generare solo pochi milliwatt di energia. Ma le previsioni e la tecnologia saranno, in questo caso, in grado di poter ottenere qualche watt nel giro davvero di pochissimi anni.</p>
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		<title>Un nuovo farmaco per bloccare la progressione dell&#8217;Alzheimer</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 11:11:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ammassi neurofibrillari]]></category>
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		<description><![CDATA[Un nuovo possibile farmaco potrebbe fermare la progressione della degenerazione mentale nei malati di Alzheimer. L&#8217;alzheimer è una malattia molto complessa, la cui progressione porta ad un crescente stato degenerativo  che pregiudica  via via lo stato delle cellule  cerebrali. Tale condizione porta ad una graduale ed irreversibile perdita della memoria e ad una serie di altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Un nuovo possibile farmaco potrebbe fermare la progressione della degenerazione mentale nei malati di Alzheimer.<span id="more-3536"></span></p>
<p><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/brain.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3537" title="brain" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/brain.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></a>L&#8217;alzheimer è una malattia molto complessa, la cui progressione porta ad un crescente stato degenerativo  che pregiudica  via via lo stato delle cellule  cerebrali. Tale condizione porta ad una graduale ed irreversibile perdita della memoria e ad una serie di altri gravi  disagi, fino alla morte del paziente.</p>
<p>Oggi ne sono affette milioni di persone e non si conosce una cura che possa anche solo rallentare in modo determinante la progressione della malattia.</p>
<p>Almeno fino ad oggi. Nuovi esperimenti sui topi affetti da Alzheimer, nei quali è stato somministrato un farmaco sperimentale noto come J147, hanno dimostrato un miglioramento della memoria ed un rallentamento dello stato degenerativo della malattia sulle cavie.</p>
<p>Pare proprio che J147 migliori la memoria sia nei topi sani sia in quelli affetti da Alzheimer. In più esso ha dimostrato di proteggere il cervello dalla perdita delle connessioni sinaptiche. Si è ancora lontani dal testare il farmaco sugli esseri umani, ma i risultati potranno avere implicazioni importanti sulla salute dei pazienti affetti da questo grave morbo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>____________________________</p>
<p><strong>Referenze:</strong></p>
<p>Qi Chen, Marguerite Prior, Richard Dargusch, Amanda Roberts, Roland Riek, Cédric Eichmann, Chandramouli Chiruta, Tatsuhiro Akaishi, Kazuho Abe, Pamela Maher, David Schubert. <strong>A Novel Neurotrophic Drug for Cognitive Enhancement and Alzheimer&#8217;s Disease</strong>. <em>PLoS ONE</em>, 2011; 6 (12): e27865 DOI: <a href="http://dx.doi.org/10.1371/journal.pone.0027865" rel="nofollow" target="_blank">10.1371/journal.pone.0027865</a></p>
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		<title>Come si fa a stare caldi negli igloo?</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 21:05:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una delle ragioni grazie alle quali gli eschimesi hanno potuto vivere, per secoli, al caldo negli igloo è proprio grazie alla neve. La neve non è certamente un buon conduttore di calore, ma l&#8217;aria in essa contenuta lo è ancor meno. E&#8217; proprio questo il segreto degli igloo. Costruiti con mattoni di neve, ricchi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">Una delle ragioni grazie alle quali gli eschimesi hanno potuto vivere, per secoli, al caldo negli igloo è proprio grazie alla neve.<span id="more-3524"></span></p>
<div id="attachment_3525" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/igloo.jpeg"><img class="size-medium wp-image-3525" title="igloo" src="http://kosmophysis.it/wp-content/uploads/2011/12/igloo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Un eschimese alle prese con la costruzione del proprio igloo. Fonte: http://inuitdellario.blogspot.com/</p></div>
<p>La neve non è certamente un buon conduttore di calore, ma l&#8217;aria in essa contenuta lo è ancor meno.</p>
<p>E&#8217; proprio questo il segreto degli igloo. Costruiti con mattoni di neve, ricchi di aria, costituiscono un ottimo isolamento termico rispetto all&#8217;ambiente esterno.</p>
<p>Ogni abitante all&#8217;interno di queste caratteristiche costruzioni polari, emette una quantità di calore dal proprio corpo, pari a circa 200 Watt per secondo.</p>
<p>Tutto questo calore umano, invece di fuggire nell&#8217;ambiente circostante, viene intrappolato dalla barriera costituita dai mattoni di neve, mantenendo l&#8217;ambiente interno confortevole e ad una temperatura anche superiore a 15 °C.</p>
<p>Questo ingegnoso sistema ha permesso agli eschimesi di sopravvivere per molti secoli in luoghi altrimenti inaccessibili agli essere umani.</p>
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