
La nuova specie, Jeyawati Rugoculus, è stata trovata in rocce che hanno preservato i resti di una foresta o meglio un ecosistema paludoso che ha prosperato circa 91 milioni di anni fa intorno alle rive di un vasto mare interno.
Il dinosauro è stato probabilmente un erbivoro che mangiava felci e conifere, come i fossili vegetali trovati nello stesso strato di roccia. Di esso sono stati trovati soltanto pochi frammenti consistenti in una parte del cranio, diverse vertebre e alcuni frammenti di costole.
Jeyawati sembra essere un parente stretto dell’ adrosauro dal becco di anatra, abbondante in tutto l’emisfero meridionale, tra 80 e 65 milioni di anni fa. Jeyawati conserva alcune caratteristiche primitive dei denti e delle mascelle. Per tale ragione è stato escluso si trattasse proprio di un Adrosauro.
Il suo nome deriva da due parole (“HEY-a-WHAT-ee,”) della lingua Zuni, una tribù di nativi americani situati intorno al fiume Zuni, e si riferisce al sofisticato modo di masticare simile a quello tipico del mangiare un chewingum.
La seconda parte del nome, Rugoculus, deriva, invece dal latino e lettealmente significa “occhio con ruga”. Uno degli ossi che formano l’incavo dell’occhio esibisce una peculiare rugosità, o piuttosto una consistenza ruvida. Questo suggerirebbe che il Jeyawati, presentasse una serie di scaglie sopra e intorno all’occhio.
“Apparentemente questo animale deve aver avuto una vita difficile”,ha dichiarato Andrew T. McDonald, autore principale dello studio e studente di dottorato presso il Penn’s Department of Earth and Environmental Sciences, Pennsylvania.
“Molti dei frammenti delle costole presentano le tracce di una frattura che l’animale ha subito nel corso della vita e che si è cicratizzata ancor prima della morte”. Anche se i resti sono stati scoperti nel 1996, soltanto ora è stato possibile confermare che si tratta di una specie nuova. Jeyawati fa parte di un gruppo di dinosauri e altri animali per i quali ancora non si sa quasi niente. Molti di essi, infatti, restano tuttora sconosciuti.
Per tale ragione McDonald ha iniziato a classificare i reperti del ritrovamento quando era ancora uno studente dell’Università del Nebraska, prima di completare il lavoro con Peter Dodson, professore di anatomia e paleontologia nella Scuola di Medicina Veterinaria, Arti e Scienze di Penn.
“Osservando i resti più completi di specie affini a Jeyawati, possiamo fare diverse ipotesi”, ha affermato McDonald, “ad esempio che l’animale camminava a quattro zampe, ma che probabilmente poteva anche alzarsi su due”. Le ossa ora sono conservate presso il Museo di Storia Naturale dell’Arizona, dove vi sono anche le ossa degli altri animali scoperti nella stessa zona. Tra i dinosauri che coesistevano al tempo di Jeyawati, vi sono il Zuniceratops christopheri, il più antico dinosauro cornuto del Nord America, e il Nothronychus, uno strano animale erbivoro appartenente ad una stirpe che, fino alla sua scoperta era conosciuto soltanto in Asia.
Il cranio parziale e gli altri frammenti di Jeyawati sono stati scoperti dal paleontologo Douglas Wolfe, principal investigator del Zuni Basin Paleontological Project. Gli scavi successivi e la raccolta dei reperti è proseguita per 13 anni con l’aiuto di James Kirkland, paleontologo del Utah Geological Survey e con laiuto di alcuni volontari del Southwest Paleontological Society. I risultati sono stati pubblicati in maggio sul Journal of Vertebrate Paleontology.





0 comments