
I resti fossili, appartenuti con ogni probabilità ad un bambino, risalgono ad un pediodo successivo alla presenza dell’Australopitecus Africanus e precedente all’Homo habilis, datati rispettivamente tra 3-2 milioni e 2.4-1,5 milioni di anni fa.
Le tecniche di datazione delle rocce che inglobano il resti fossili sembra, infatti che siano databili a circa 1.95-1.78 milioni di anni fa.
La scoperta è stata fatta dal professor Lee Berger dell’università di Witwatersrand a Johannesburg in una caverna di Malacapa, nell’area Sterkfontein del Sud Africa. I resti dell’ominide, battezzato da poco con il nome di Australopithecus Sediba, potrebbero appartenere al presunto anello mancante tra l’uomo e le scimmie. Nonostante non vi siano ancora state dichiarazioni ufficiali, infatti, pare che questo ritrovamento possa colmare importanti lacune tuttora esistenti tra i reperti che dovrebbero descrivere la catena evolutiva dell’uomo.
Fonte: University of the Witwatersrand








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